To shock


Marco Corsi:
Ho avuto la fortuna di scoprire la musica in modo spontaneo, senza schemi o limiti che la identificassero. Questo mi ha permesso di poterla coltivare muovendomi liberamente tra generi e periodi, seguendo principalmente gli stimoli del piacere e della curiosità.
Nei mio percorso la contaminazione è da sempre stata la linea guida, sia come esecutore che per il lavoro di composizione e arrangiamento. La coesistenza di diverse sonorità e la loro fusione è stato il fulcro intorno al quale è iniziata a ruotare l'idea del To shock project. La formazione iniziale prevedeva un quartetto d'archi, due chitarre e una voce femminile. Il gioco era principalmente nel ricreare alcune musiche tratte dal panorama pop-rock internazionale utilizzando le sonorità cameristiche della formazione. Vi sono stati poi nel tempo adattamenti legati sia all'organico che alla natura degli arrangiamenti fino ad arrivare alla sintesi attuale: voce, violino, violoncello e chitarra e musiche ricavate dalla fusione di brani scelti tra repertorio colto e leggero. To shock project mira a esaltare la bellezza nascosta in ogni suono, vivendola e assaporandola fino in fondo per poi poterla raccontare attraverso la sua voce.

Viviana Di Carli:
Ho iniziato a pensare che la musica avesse poteri magici ascoltando Russians di Sting da bambina... Ho scoperto solo molti anni dopo che in realtà avevo amato il tema russo tratto dal Lieutenant Kije di Prokofiev. Nulla di più naturale per me di questo progetto, in cui in gioco è la bellezza della musica stessa e le emozioni vive che sa suscitare, con rispetto ma senza timore, con il sottile piacere del gioco intellettuale e quello immediato e genuino della condivisione con colleghi (ed amici) straordinari...